Gruppo di discussione "No Berluska!"In memoriam

Berlusconi e i berluscones se la spassano, noi continuiamo a perdere le migliori menti, i compagni migliori nel senso più pieno del termine. Che almeno una parte di quanto hanno detto rimanga fissata nelle nostre teste, a dimostrazione che "i manoscritti non bruciano", come diceva il luciferino Woland nel "Maestro e Margherita" di Bulgakov.

Massimo Conte al raduno "No Berluska" all'Isola d'Elba il 28 settembre 2001

Isola d'Elba, 21 dicembre 2001, Massimo Conte
Non leggeremo più le ironiche lettere e i taglienti commenti che provenivano dall'Hotel Viticcio. Max è morto , e con lui se n'è andata una parte di noi. La parte più cordiale e sincera, generosa e sanguigna. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ed essere suo ospite all'Elba sa di cosa parlo. Cordialmente anticlericale, inconciliabilmente carnivoro, irrimediabilmente comunista, visceralmente antistatunitense, teneramente filocubano, Max se n'è andato in una notte di dicembre, e noi tutti ancora non riusciamo a farcene una ragione. Ogni considerazione rischia di essere banale. Allora, ancora per un'ultima volta, che sia lui a parlare.

Beatrice Sassi al raduno "No Berluska" di Bologna il 27 aprile 2002

Bologna, 13 febbraio 2004, Beatrice Sassi
Bea siocca, siocchissima. Comunista per sempre. Talmente comunista da mettersi in discussione sempre e comunque, quasi ansiosa di farlo. Se n'è andata portata via, come dice un altro suo conterraneo regionale, da "quel male oscuro cui non si dà un nome". Hai voglia a tacciare di retorica chi dice che siano "sempre i migliori ad andarsene": son proprio loro, mentre gli "altri" restano ad osservarci, beffardi. Ciao, Bea. Che almeno alcune delle tue parole non si disperdano nel vento. Bea se n'era andata dalla nostra comunità "No Berluska!", per ragioni complesse che si intrecciano con centinaia di altri percorsi e che, a differenza di altri casi, non ho mai compreso appieno. Aveva però mantenuto alcuni contatti, legami, con compagni che aveva conosciuto all'interno e grazie a "No Berluska!". Tra quanti la conobbero, ciascuno avrà e avrebbe le proprie considerazioni da fare. Personalmente, preferisco ricordare la Bea chiacchierona, la Bea che con pudore si vergognava quando non riuscì ad organizzarci per la bicchierata pomeridiana durante il raduno "No Berluska!" di Bologna. Non ho altro da aggiungere, solo l'ennesimo vuoto tremendo che si prova quando i tuoi compagni di percorso si fermano per sempre loro malgrado, e ti ritrovi sempre più solo ad andare avanti.

Febbraio 1983, manifestazione per la pace in via XX settembre a Roma

Roma, 15 febbraio 2004, Maurizio Sorce
Un altro che non potremo abbracciare quando Berlusconi si sarà sciolto come neve al sole. Mi ha chiamato Pietro dal Belgio, in procinto di partire per una manifestazione per la Pace a Roma. Aveva chiamato Maurizio Sorce, i cui scritti teneramente deliranti ricordate un po' tutti, per andarci assieme. Maurizio è morto il 15 febbraio 2004, schiantato col motorino. Ci conoscemmo nel 1981, quando, un anno dopo il Movimento di aiuti concreti ai terremotati dell'Irpinia del 1980, decisi di organizzare dalle sue ceneri il Collettivo per la Pace dell'Appio-Tuscolano di Roma. Maurizio frequentava il II liceo artistico, da subito cominciammo a passare nottate intere a disegnare striscioni, ciclostilare volantini, attaccare manifesti quasi all'alba, per evitare di farci beccare dai fascisti. Arrivammo ad organizzare cortei di 1.500 persone, con riunioni di centinaia di compagni. Ancor di più quando decise di iscriversi al circolo FGCI che stavo ricostruendo partendo da zero nella sezione PCI Latino Metronio, fondata da mio nonno. Assieme ne vedemmo la crescita, che ci consentì in una manciata di anni di arrivare a 60 iscritti e diventare il più grande circolo FGCI di Roma, in una circoscrizione di 200.000 abitanti dove fino a qualche anno prima i fascisti del MSI erano il terzo Partito. Assieme ci arrestarono per un banalissimo volantinaggio davanti al "Margherita Di Savoia", istituto professionale del nostro quartiere, assieme dovemmo fuggire davanti a cinque macchinoni zeppi di energumeni mazzieri fascisti, mentre attaccavamo manifesti a 50 metri dalla nostra sezione. A fine '85 partii militare, nell'86 emigrai a Milano, per qualche anno ci perdemmo di vista. Poco meno di tre anni fa mi chiamò a Bruxelles, dove nel frattempo dovetti emigrare a seguito delle note vicende "No Berluska!". Il resto, è storia d'oggi: Maurizio era stato strapazzato per bene dalla vita, ma trovò la forza di riacquistare un minimo di lucidità, con i risultati che tutti avete potuto constatare. Non ho altro da aggiungere, solo l'ennesimo vuoto tremendo che si prova quando i tuoi compagni di percorso si fermano per sempre loro malgrado, e ti ritrovi sempre più solo ad andare avanti.

Pavia, 4 gennaio 2006, Marina Chiola
Marina, sempre M@rin@. Irriducibilmente comunista. Con orgoglio, semplicità, totalità, dall'andare a fare la spesa all'andare in corteo. Questi anni berlusconici ci stanno portando via quelli che potrebbero accelerare la fine di un incubo. Poi dice che uno si fa venire l'ulcera. Invece, il solito, maledetto cancro, che gli ipocriti definiscono "brutto male", manco ce ne fossero di belli. Ci sarai ancora, tu, Maurizio, Bea, Max, quando cadrà, finirà per cadere. Sarete in prima fila, senza nulla di trascendentale: sarete nei nostri volti, nei nostri sguardi, nei nostri sorrisi, nei nostri abbracci, nel nostro vivere quotidiano, senza doverci vergognare d'alcunché. Intanto, raccontati con queste poche scarne parole che abbiamo cercato di recuperare.

Luciano Seno, Pescara, 24 luglio 2008

L'Aquila, 27 marzo 2009, Luciano Seno
Il nostro vecchio cane rosso. Nel 2006, venne a trovarci a Roma, quando eravamo di passaggio per tornare a Mosca. L’estate del 2008, venne a trovarci al mare a Pescara, con la sua Panda scassata. E pensare che c’è stato chi, per fare dispetto a me, si è rifiutato di passare per salutarlo… Bah. Per certe cose non è vero che c’è sempre tempo. Ci restano alcune foto e tanti ricordi, persino a mia moglie, che non l’aveva mai letto, e a mia figlia che l’ha visto giusto un paio di volte.

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Aggiornato il 01/01/2010